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Ecco perché assegnerei alla Rowling il premio Nobel per la letteratura

Chi non conosce la saga di Harry Potter scritta da J.K. Rowling o è appena nato oppure non ha avuto un’infanzia particolarmente esaltante. A parte gli scherzi, non conoscere la storia che ha fatto più di tutte emozionare e sognare un’intera generazione è praticamente impossibile.

Rowling with Harry Potter book

Quando ho letto il primo libro (Harry Potter e la pietra filosofale) avevo circa 7-8 anni e da allora non ho più smesso di leggere le storie del maghetto, aspettando con trepidante attesa ogni nuovo capitolo della saga. Appena annunciavano l’uscita del volume successivo mi assicuravo subito di prenotarne una copia, anche con due mesi di anticipo e ho amato talmente tanto questa saga da rileggerla decine di volte (ho riletto il quinto libro ben 15 volte).

Adesso anche se sono passati diversi anni dall’ultima volta che ho letto Harry Potter mi sento di pubblicare questa mia riflessione: perché assegnerei a J.K. Rowling il premio Nobel per la letteratura.

Il titolo di questo articolo è sicuramente provocatorio, il premio Nobel per la letteratura è il riconoscimento letterario più ambito e prestigioso al mondo e molte persone potrebbero sentirsi “toccate” dal fatto che io abbia affiancato tale riconoscimento ad una scrittrice di “storie per bambini“. Tuttavia, definire “storia per bambini” un romanzo come Harry Potter è riduttivo e semplicistico a dire poco e necessita di un’analisi ben più ampia.

J.K. Rowling e la vera forza di Harry Potter

Tanti sono i fattori che hanno contribuito al successo planetario della saga di Harry Potter (circa 450 milioni di copie vendute, traduzione in 77 lingue, 8 film di successo, merchandising, ecc. ecc.) ma ciò che ha reso Harry Potter così amato è racchiuso nella natura stessa dell’opera: un racconto attuale e moderno, fantasy ma non troppo.

Il maghetto creato da J.K. Rowling è in un contesto assolutamente ordinario: va a scuola ed è costretto ad affrontare i problemi che ogni scuola riserva (bullismo, esami, primi amori, ecc.); è un ragazzo comune con una famiglia difficile da sopportare; è “speciale” e vive in un mondo assolutamente speciale che si mimetizza in quel contesto “babbano” in cui, ahimè, viviamo tutti quanti noi.

La vera forza di Harry Potter è a mio avviso proprio la sua ordinarietà, il suo essere fantasy senza essere troppo fantasy, che ci ha permesso di desiderare ardentemente la sua vita facendoci sognare di essere al suo posto. Harry in sostanza frequentava la scuola dei nostri sogni e tutti noi siamo arrivati al punto di sperare di ricevere all’età di 11 anni la fatidica lettera che avrebbe cambiato la nostra vita, esattamente come successo a Harry Potter. Questo è ciò che ha contribuito maggiormente al successo planetario di quanto scritto da J.K. Rowling.

harry potter books - J.K. Rowling

J.K. Rowling educatrice di un’intera generazione

Arriviamo al tema centrale dell’articolo: perché assegnerei a J.K. Rowling un riconoscimento prestigioso come il premio Nobel per la letteratura?

Il premio Nobel per la letteratura è attribuito all’autore “nel campo della letteratura mondiale che si sia maggiormente distinto per le sue opere in una direzione ideale” (Fonte: Wikipedia). Negli ultimi vent’anni è stato assegnato a coloro che hanno scritto di guerra, diritti umani, libertà e che hanno rappresentato e narrato particolari aspetti con forte e toccante testimonianza.

La Rowling con il suo Harry Potter è ovviamente ben lontana da testimonianze di guerra o di libertà civili ma io ritengo che il suo contributo letterario abbia influenzato positivamente un’intera generazione. In Harry Potter ritroviamo temi e valori che sono centrali nell’educazione e nella formazione di un bambino/ragazzo adolescente: amicizia, fratellanza, onore, coraggio, lealtà, amore solo per dirne alcuni.

Una Rowling educatrice quindi e non solo scrittrice, con una produzione letteraria che si è distinta in una particolare e ben precisa “direzione” (riprendendo la dicitura del premio Nobel per la letteratura). Ciò ha contribuito attivamente a formare i futuri uomini, nutriti di quei valori così importanti letti e riletti da giovani in Harry Potter. Ecco perché ritengo che un apporto così grande e fondamentale alla gioventù vada riconosciuto con il massimo premio letterario: il premio Nobel per la letteratura.

Dopotutto, formare positivamente la gioventù (come ha fatto la Rowling) è il più grande contributo che si possa fare all’umanità, con l’obiettivo che un giorno quei ragazzi, quando saranno grandi, non facciano gli stessi errori di una volta: gli errori che hanno portato a scrivere di guerra, diritti negati, lotta per la libertà.

Ecco perché assegnerei alla Rowling il premio Nobel per la letteratura ultima modifica: 2015-11-22T18:18:13+00:00 da Camillo Piscitelli

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