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Great Firewall of China: censura o vantaggio competitivo?

Durante la mia permanenza in Cina ho potuto sperimentare e “toccare con mano” cosa significhi navigare dietro un firewall governativo estremamente sofisticato. Il Great Firewall (nome geniale che richiama la grande muraglia – The Great Wall) è infatti molto più che un semplice blocco, è un progetto in costante crescita, in funzione 24 ore su 24 e quasi impossibile da aggirare per un utente normale.

Great firewall

 Se non fosse stato per una VPN (Virtual Private Network) acquistata prima di partire, sarebbe stato impossibile accedere ai più famosi siti visitati ogni giorno da milioni di utenti: tutto l’ecosistema Google (Gmail, Youtube, eBay, maps, ecc), quasi tutti i nostri social network (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.) e tantissimi altri siti che giorno dopo giorno scoprivo inaccessibili.

Il Great Firewall era inoltre sempre attivo. Questo vuol dire che monitorava costantemente la mia connessione, filtrandola anche quando il sito non era censurato. Per fare un esempio i server Apple non erano bloccati, ma ho notato lo stesso dei rallentamenti con iMessage o FaceTime. In parole povere il Great Firewall of China altro non è che un gigantesco occhio che spia continuamente quali siti visitiamo, impedendoci (a sua completa discrezione) di raggiungere centinaia, se non migliaia, di pagine web che normalmente sono accessibili a tutti.

Una limitazione della libertà di espressione? Sicuramente si. Impedire “con la forza” ai propri cittadini di poter navigare dove gli pare e piace è una manovra che va contro la libertà del singolo individuo. Il blocco inoltre si estende ben oltre i siti web “occidentali” oscurando qualunque pagina, articolo o messaggio che in qualche modo critichi (anche solo lontanamente) l’operato del governo cinese. Una giovane ragazza cinese mi ha assicurato che se pubblicassi in questo istante un articolo con critiche verso il governo questo verrebbe bloccato in meno di 2/3 ore. (Speriamo che non mi censurino il sito dopo questo paragrafo :D)

I vantaggi del Great Firewall

Stando in Cina, tuttavia, ho potuto fare un’attenta analisi del Great Firewall guardandolo dopo un po’ con occhi diversi. Non nascondo che questo tipo di tecnologia mi abbia particolarmente attratto all’inizio dal punto di vista informatico ed è stato per tre mesi oggetto di studio da parte mia. Diciamo che ci siamo monitorati a vicenda!

Tornato in Italia la mia analisi è andata oltre il semplice discorso sulla moralità e sulla libertà di espressione: il Great Firewall è in realtà per la Cina un vero e proprio vantaggio competitivo e ora vi spiego il perché.

La Cina come tutti sappiamo ha avuto un boom economico e uno sviluppo senza precedenti in un arco di tempo molto ristretto e sopratutto molto recente. Il progresso è arrivato in Cina tutto insieme toccando ogni aspetto dell’economia: dall’industrializzazione alla finanza, dai trasporti alle costruzioni, passando anche per la tecnologia. La Cina oggi sta vivendo il suo “Chinese Dream” (cfr. American dream) e il recente sviluppo tecnologico è tranquillamente paragonabile a quello degli anni ’80 in Silicon Valley, solo con circa 25 anni di ritardo.

Che cosa sarebbe successo se il Great Firewall non fosse mai esistito? Che circa 700 milioni di internet users (dato in costante aggiornamento) sarebbero confluiti in social network come Facebook e Twitter, avrebbero mandato probabilmente email da gMail, acquistato una marea di roba da eBay, scambiato messaggi con WhatsApp, ecc ecc. Insomma, avrebbero ingigantito ulteriormente questi colossi già affermati, arrivati prima nella scena di internet, con quasi nessuna utilità per l’economia cinese (sono tutte aziende americane).

Il blocco invece ha permesso alla Cina di partire da zero come nel 1980, 25 anni dopo! Oggi il motore di ricerca cinese è Baidu ed è un Google cinese a tutti gli effetti con tanto di mappe con street view, luoghi di interesse nelle vicinanze e tanto altro ancora. Funziona benissimo e per molti aspetti è avanti a Google (si, davvero). In Cina l’app di messaggistica istantanea utilizzata da tutti è WeChat, la quale è assolutamente fondamentale (se non sei iscritto ad essa in Cina praticamente non comunichi). Inoltre sono nati tantissimi siti eCommerce, il più famoso dei quali è Taobao, di proprietà di Alibaba.

In questi ultimi anni il boom di internet in Cina è a dei livelli assolutamente eccezionali. Il panorama delle startup è in costante crescita ed ogni mese nascono nuove attività che operano esclusivamente su internet, supportate anche da uno sviluppatissimo mercato mobile.

Il Great Firewall è stato uno strumento efficacissimo e ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della “digital economy” cinese, nonostante sia un potente strumento di controllo sociale. Inoltre, ogni anno il blocco verso i siti dell’occidente si allenta: oggi Amazon.cn è popolarissimo anche in Cina e Google maps e motore di ricerca sono accessibili in versione “apposta per la Cina” navigando con l’estensione .cn.

Molti giovani cinesi, infine, affermano con sicurezza che il blocco dei siti occidentali è destinato a scomparire in un futuro non troppo lontano (dopotutto sono loro la futura classe dirigente cinese) e ora che l’economia cinese si è affermata anche dal punto di vista “digitale” la concorrenza è stata arginata con successo.

Great Firewall of China: censura o vantaggio competitivo? ultima modifica: 2015-07-17T15:00:18+00:00 da Camillo Piscitelli

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