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Focus Cina #1: l'efficienza della macchina statale

Durante la mia permanenza in Cina sto entrando in contatto con una realtà e una mentalità talmente distanti da quella del mio paese che ho deciso di iniziare a lasciare qualche testimonianza su quanto sto vivendo in questo periodo della mia vita. In questo focus mi soffermerò sulle qualità della macchina dello stato cinese che ho potuto osservare in prima persona: efficienza, velocità e precisone.

Efficienza Uffici Cina

Mi trovo a Pechino per motivi di studio già da un mese e sono alla seconda esperienza (3 mesi nel 2015, adesso un anno fino a luglio 2017). Quello che avevo avuto modo di toccare con mano l’anno scorso adesso lo sto vivendo in maniera molto più intensa e approfondita, data la durata della mia attuale permanenza.

Da studente straniero, sbarcato in Cina per affrontare un periodo così lungo, ho dovuto subito portare a termine una serie di adempimenti burocratici che hanno avuto inizio quando ero ancora in Italia: visto di ingresso, registrazione all’università, visita medica obbligatoria, conversione del visto in permesso di residenza. Le procedure che ho iniziato nel mio paese sono state semplicemente la richiesta del visto (in 5 giorni) e una parte della visita medica (il prelievo di sangue e il test dell’HIV). Il prelievo in Italia ha richiesto una settimana di tempo per i risultati, con il ritiro in due sedi diverse del Policlinico di Roma con due orari diversi, risultato: un’intera giornata (mattina e pomeriggio – geniale) dedicata al ritiro di due fogli di carta.

Registrazione all’università: pura efficienza

Arrivato in Cina il primo adempimento è stato la registrazione all’università. In questo articolo paragonerò la Peking University (prima università pubblica della Cina e mia attuale università) con le procedure dell’Università di Roma “La Sapienza” (prima università pubblica italiana, in cui mi sono laureato a luglio 2016).

ID studente - Beida

La registrazione alla Peking University ha richiesto 2 ore di tempo in cui ho ricevuto la mia tessera studente di riconoscimento (con cui posso anche accedere a tutti i servizi dell’Università nonché pagare il cibo alla mensa e fare acquisti nei supermercati e nei negozi del campus); l’account internet (fibra ottica in tutto il campus e nella mia camera da letto, velocità massima raggiunta in Wi-Fi 98Mbps); la SIM per il cellulare; la carta su cui l’università mi accredita i soldi ogni mese in quanto studente vincitore di borsa di studio).

Due giorni dopo ho fatto il test di ingresso e il giorno dopo il test è stata pubblicata online la lista delle aule con gli orari delle lezioni di tutto il semestre. Le date delle vacanze e quelle degli esami mi sono arrivate per posta due mesi prima dell’arrivo a Pechino (a giugno per la precisione). La prima lezione di tutti i corsi (4 in totale) ho ricevuto da ciascun professore il programma di tutto il corso lezione per lezione, i criteri di valutazione per l’esame finale, il numero di cellulare personale (sì, di cellulare) del professore e il suo indirizzo email.

Programma lezioni - Beida

Esperienza alla Sapienza: non esiste un programma delle lezioni dettagliato; non esiste un orario puntuale comunicato preventivamente agli studenti (molte volte l’orario è in continuo mutamento durante tutto l’anno accademico senza notifica agli studenti di eventuali cambiamenti); la tessera di riconoscimento studente arriva dopo circa 6 mesi e ancora non è chiaro cosa ci si possa fare. Senza parlare di date di esami comunicate il giorno stesso, assenza di reale comunicazione fra professore e studente ecc ecc (sappiamo purtroppo lo stato delle nostre università pubbliche, nessuna esclusa).

 Visita medica e permesso di residenza

Dal momento che mi hanno riconosciuto il prelievo di sangue fatto in Italia avevo l’obbligo di fare “soltanto” visita oculistica, ECG, radiografia al torace e le normali analisi di peso, altezza ecc. Questa procedura è obbligatoria per tutte le permanenze superiori ai 6 mesi e si svolge in una struttura sanitaria specifica. L’università ha organizzato per gli studenti un trasporto apposito in pullman, cosa che ho apprezzato molto dal momento che si trova molto in periferia. Quando sono arrivato ho temuto però di perdere tutto il pomeriggio quando ho visto la fila che avevo davanti (circa 40 persone). Potete immaginare il mio stupore quando mezz’ora dopo ero già fuori con tutto già fatto. Come è stato possibile? Semplice: le casse per pagare erano tutte attive (circa una decina); i medici a disposizione erano diversi e non si perdevano in chiacchiere, risultato: circa mezz’ora di tempo per fare tutto. Per i risultati ho dovuto aspettare sempre una settimana con la differenza che questi sono stati recapitati direttamente alla mia università in un ufficio apposito. Fantastico.

Permesso di residenza. Il visto studentesco di tipo X1 (permanenza superiore a 6 mesi) prevede la conversione obbligatoria in permesso di residenza entro 30 giorni dall’arrivo in Cina. Per la residenza occorre fornire ad un ufficio governativo il passaporto, la lettera di accettazione dell’Università, il certificato del mio alloggio (fornito dalla reception del mio campus) e i risultati della visita medica. Tutto questo materiale è stato preso in carico sempre da un ufficio della mia università che si è occupato di tutta la procedura. Io mi sono limitato a recarmi personalmente al dipartimento governativo specifico, in una data stabilita, per effettuare una foto di riconoscimento.

Avevo appuntamento alle 9 di mattina e sono arrivato alle 8.30 per stare sicuro. Ho fatto bene perché infatti la fila davanti a me contava già un centinaio di persone. Altro stupore: l’ufficio ha aperto alle 9 spaccate di mattina e per gli studenti della mia università era stato predisposto un banco di accettazione dedicato.  Risultato: dopo 9 minuti (li ho cronometrati) ero fuori ed avevo fatto tutto. Una settimana dopo ho ritirato il passaporto con il permesso di residenza direttamente alla mia università. Esattamente come per la visita medica mi è stato recapitato al campus.

Permesso di residenza

Conclusioni

Che un ufficio apra all’orario prestabilito è assolutamente normale in un paese che funziona ma siccome io sono italiano da me è normale che apra anche mezz’ora dopo oppure che non apra proprio e si debba tornare un altro giorno. Lo stesso discorso vale per le varie procedure universitarie: nelle università che funzionano questa efficienza è normale, a casa mia purtroppo no.

Sono orgoglioso di aver frequentato La Sapienza e rifarei ancora la mia laurea in Lingue e civiltà orientali. È grazie anche a La Sapienza se oggi sono qui ma bisogna anche essere oggettivi. Soltanto quando metti il naso fuori ed entri in contatto con realtà diverse dalla tua puoi renderti davvero conto delle acque in cui hai navigato fino ad ora. 

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Nei prossimi articoli tratterò altri aspetti: sicurezza, trasporto pubblico, società, diari di viaggio e tutto ciò che mi colpirà durante questa esperienza. Puoi rimanere aggiornato iscrivendoti ai miei Feed RSS.

Focus Cina #1: l’efficienza della macchina statale ultima modifica: 2016-10-06T18:00:23+00:00 da Camillo Piscitelli

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