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Bitcoin: analisi e previsioni 2018

Bitcoin 2018
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Siamo a gennaio 2018 e dopo quasi un anno di “silenzio stampa” torno a parlare di Bitcoin in seguito ai recenti avvenimenti. Mi sento in dovere di spiegare quanto accaduto e perché non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Iniziamo con una premessa, tanto per mettere in chiaro a che titolo io mi “elevi” ad esprimere opinioni di natura finanziaria (visto che il mio sito parla anche di tutt’altro ultimamente).

Seguo i Bitcoin da metà 2012, quando la materia era a conoscenza di pochissimi appassionati. Giornali, media, economisti, istituti bancari ecc. ecc. non sapevano neanche lontanamente cosa fosse un Bitcoin. Nei primi mesi del mio percorso relativo ai Bitcoin e alla Blockchain ho effettuato ricerche dal punto di vista accademico e divulgativo nel deepweb (testimonianza del 2012), per poi passare al mining (ho posseduto uno dei primi ASIC mining hardware a livello mondiale regalando l’esclusiva italiana ad Applemobile – link articolo).

Successivamente ho continuato a seguire il panorama tenendo anche conferenze e proseguendo il mio lavoro divulgativo, in quanto forte sostenitore della tecnologia Blockchain. L’anno scorso, in Cina, ho raggiunto un livello altissimo di preparazione.

Durante la mia permanenza a Pechino ho seguito molto da vicino l’evoluzione dei Bitcoin e della Blockchain. In particolare ho avuto la possibilità di confrontarmi con importanti personalità e realtà del panorama FinTech cinese, tra cui Huaxia Finance con il micro-lending P2P ma soprattutto con Samson Mow: COO di BTCChina, che all’epoca era il più importante exchange e piattaforma di trading cinese di Bitcoin e Litecoin.

Dal punto di vista finanziario ho ritenuto necessario studiare trading e analisi tecnica, questo per poter comprendere meglio gli andamenti delle crittovalute: mi sono preso l’intero anno in Cina per studiare questa materia partendo dalle prime teorie del ‘900 fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ho applicato quanto studiato sopravvivendo alla bolla cinese dei Bitcoin, in un periodo in cui crash del prezzo come quello dell’altro giorno avvenivano almeno una volta a settimana.

La caduta dei Bitcoin, una storia ricorrente

Ma veniamo al dunque, partendo dalla caduta di prezzo dell’altro ieri: 16 gennaio 2018.

Se avete aperto i social o i giornali sicuramente avrete notato gli articoli intrisi di panico e la gioia nevrotica dei Blockscettici (ndr.). Chi invece, come me, segue i Bitcoin da anni ormai ha imparato a non alzare neanche il sopracciglio durante queste situazioni.

Panico: da cosa è generato?

Partiamo dal presupposto che a nessuno piace vedere il proprio investimento scendere del 20% in poche ore toccando dei minimi vicini al 50%. Se poi consideriamo anche “l’effetto a catena” di disperazione facilitato da internet, ecco che i primi sintomi di “ansia da crash” in poco tempo diventano panico generalizzato che poi si traduce in panic-selling (il quale fa scendere il prezzo ancora di più).

I Bitcoin sono una bolla”, “Ecco la fine dei Bitcoin!“, “Tulipani!!“, ecc. ecc. Queste frasi si sono susseguite sui social uno dopo l’altro, accompagnate dall’euforia dei Blockscettici come li chiamo io.

Blockscettici, definizione: persona che critica i Bitcoin e le crittovalute in generale, diffidando della Blockchain, senza aver approfondito adeguatamente l’argomento.

Il Blockscettico continua a ripetere la frase “è una bolla“. L’ha detta nel 2012 quando raggiunsero i 30$, l’ha ribadita quando hanno raggiunto i 1000$ e l’ha ri-sottolineata ai 19000$. Un giorno i Bitcoin crolleranno davvero (come avviene anche per tanti altri mercati, dalle case all’S&P500), soppiantati magari da un’altra tecnologia più avanzata. Quello sarà il giorno in cui i Blockscettici avranno avuto finalmente ragione. Peccato che avranno perso una delle più grandi opportunità della loro generazione, annebbiati da gelosia e astio nei confronti di chi ha annusato l’opportunità prima di loro (e magari ci si è pure arricchito, non sia mai!).

Cause del crash

La domanda che molti si pongono è: cosa ha causato il crash? Non c’è una sola risposta, in quanto il fenomeno è causato da un insieme di fattori diversi che tra poco elencherò.

AGGIORNAMENTO (08/03/2018): in queste ore è uscita la notizia che riporta la causa principale del crash di dicembre e di tutti quelli a seguire (metà gennaio, febbraio, ecc.). A quanto pare la caduta è da imputare nientemeno che al famigerato MtGox, autore del più grande scandalo nella storia dei Bitcoin. Trovate la notizia a questo link.

E’ interessante notare, tuttavia, come questo fenomeno sia ricorrente nel tempo. Soprattutto come accada ogni anno da almeno 4 anni a questa parte. Siccome il Bitcoin è un asset soggetto a pesante speculazione, verrebbe quasi da pensare che sia fatto apposta, tanto per iniziare l’anno al ribasso per chiudere a dicembre in bellezza :D.

Al di là di questa semplice ricorrenza storica ci sono vari motivi che hanno causato il crash dell’altro giorno:

  • Fattori geopolitici: Sud Corea e Cina hanno annunciato recentemente delle pesanti restrizioni sui Bitcoin (quest’ultima, la Cina, fa questo tipo di annunci con cadenza quasi mensile). A conferma ulteriore anche la notizia che alcuni funzionari del governo Sud-coreano siano stati accusati di insider-trading contro il mercato delle crittovalute. E’ ormai noto alla comunità Bitcoin come questi annunci da parte delle super-potenze asiatiche abbiano il solo obiettivo di far scendere il prezzo per favorirne la speculazione.
  • Fattori speculativi: nel mio anno in Cina ho avuto modo di osservare uno “strano” fenomeno che mi ha fatto capire che i contratti futuri influenzano pesantemente il prezzo dei Bitcoin (notizia). Ogni volta che c’è questo famigerato “settlement” gli speculatori (o manipolatori) fanno scendere il prezzo del titolo. In questo modo fanno in modo che il prezzo dei contratti vada a loro favore, aumentando di molto i guadagni presenti e futuri. In Cina accadeva ogni settimana con una precisione scientifica: ogni giovedì-venerdì in occasione del settlement di OkCoin (un altro importante exchange cinese). Era diventato così automatico che bastava comprare nella mattinata di venerdì per poi rivendere il mercoledì dopo.
  • Altri fattori: è noto anche come in questo periodo dell’anno diverse istituzioni e non, abbiano bisogno di mettere apposto i propri affari e investimenti sopratutto dal punto di vista tributario (d’altro canto l’anno fiscale è appena terminato/iniziato). Questa necessità porta al ritiro di ingenti capitali dal mercato delle crittovalute, che ne fa scendere conseguentemente il prezzo (questo potrebbe anche spiegare la ciclicità annuale di questo fenomeno).

Anno 2018: le previsioni

Parlando invece di analisi e previsioni voglio mettere per iscritto ciò che ho teorizzato e osservato nelle ultime ore. In questo modo fra qualche settimana o mese potremo vedere se ho avuto ragione.

Ci tengo a sottolineare che l’analisi tecnica è una pseudo-scienza, basata su studi storici degli andamenti, indicatori vari, fede nei numeri di Fibonacci e altro. Non c’è solo analisi tecnica ma anche analisi dei fondamentali, secondo cui Bitcoin continuerà a crescere per una serie di motivi intrinsechi all’adozione e alla diffusione di questa tecnologia. Per il resto la mia analisi può essere giusta o sbagliata e i Bitcoin potrebbero crollare domani, per la gioia dei Blockscettici.

Personalmente penso che siamo ben lontani dalla fine della bolla (chiamatela come volete). La bolla vera è strettamente correlata a quanto nel mondo si parli e si usi Bitcoin. Quando la notizia avrà raggiunto ogni angolo del pianeta; le piattaforme e i servizi vari associati alla Blockchain avranno iniziato ad erogare servizi; quando istituti finanziari, banche, assicurazioni ecc. saranno confluiti nella grande giostra dei Bitcoin e anche vostra nonna avrà voglia di comprarli, molto probabilmente saremo al picco massimo.

I Bitcoin sono iniziati a diventare “mainstream” circa un mese e mezzo fa. Se domani dovessero tornare a zero questo fenomeno imploderà nel dimenticatoio e sarà sempre ricordato come un qualcosa di nicchia che ha interessato solo un pubblico fondamentalmente nerd, informatico e di settore (se verrà ricordato).

I Bitcoin sono il primo esperimento riuscito di servizio legato alla Blockchain, siamo solo all’inizio di un’adozione generale della più grande tecnologia che internet potesse conoscere.

I Bitcoin sono pionieri di un mondo che sta virando verso la decentralizzazione, fra crisi delle banche, della politica, delle istituzioni e della democrazia.

Analisi tecnica del prezzo

In queste ore ho fatto un’analisi del prezzo e di come apparentemente siamo di fronte all’ennesimo crash poco allarmante. Anzi, in realtà, questi ritracciamenti fanno bene al titolo, permettendogli di consolidare prima di raggiungere nuove altezze e battere nuovi record. Una crescita troppo parabolica non è mai un bene.

Per quanto riguarda la caduta dell’altro ieri, il prezzo può scendere di diverse migliaia ancora senza causare problemi al main-trend (l’andamento generale che ha preso il titolo dal 2014 a questa parte).

Ma dove sta il main trend? Secondo l’analisi tecnica si trova a circa 7.000$.

La linea orizzontale in cui ho segnato 8.500$ è dove si trova più o meno il supporto a breve termine, corrispondente alla linea tracciata dall’indicatore SMA nel grafico dei 3 giorni (Simple Moving Average), il quale serve proprio per seguire il prezzo aiutando ad individuare il supporto o la resistenza.

L’indicatore in basso è lo Stochastic RSI, che segna in questo caso che il titolo è stato venduto troppo. Attenzione però, in periodi di forte down-trend un RSI sotto allo 0.20 (ipervenduto) indica in realtà il contrario, confermando il down-trend. I Bitcoin hanno dimostrato più volte di poter andare avanti per mesi con un RSI sopra a 0.90 (ipercomprato).

Tornando all’analisi, in queste ore i Bitcoin si sono quasi appoggiati alla linea dell’indicatore SMA, confermando la mia analisi a breve termine.

La discesa ovviamente può proseguire ancora e toccare il supporto del main-trend, continuando la crescita di questi ultimi anni.

A chi si è buttato in questo mondo da poco consiglio caldamente di studiare Analisi Tecnica, vi permetterà di affrontare questo mondo con dei dati quasi oggettivi alla mano (potete iniziare da qua). Comprare alla cieca in questo ambito è come giocare alla roulette e con i Bitcoin si assiste a delle oscillazioni che possono in poco tempo azzerare il vostro investimento.

Ci saranno altri crash, come d’altronde è sempre accaduto. Non credo che i Bitcoin stiano per tornare a 1000 o a zero come affermano alcuni ma la possibilità c’è eccome. Semplicemente prendete il grafico e fate zoom verso fuori, noterete che in realtà non è accaduto nulla di così allarmante. La possibilità che il trend si inverta tuttavia c’è e lo potete osservare dalle linee oblique parallele del grafico sopra.

Il consiglio è sempre quello di investire solo denaro che potete permettervi di perdere.

Previsione per dicembre 2018

Concludo infine cone la mia previsione per il 2018.

Secondo la mia personalissima analisi il 2017 è stato solo l’inizio di una crescita parabolica verso l’alto. I Bitcoin hanno ancora strada e come spiegato su, la fine (o lo scoppio della bolla) è ancora lontano.

Il mio sentimento è che stiamo osservando un consolidamento del prezzo esattamente come è successo l’anno scorso dopo aver raggiunto quasi 1.200$: l’asset scese di colpo in occasione del Natale e poi scese ancora verso gennaio, sfiorando i 700$. Il resto è storia e ci ha portato a quasi 20.000$.

Quello che però molti non sanno è che i Bitcoin hanno consolidato il prezzo sopra ai 1.000$ prima di intraprendere la volata.

Ebbene, probabilmente stiamo assistendo alla stessa cosa con un nuovo livello di consolidamento: 10.000$. Un consolidamento del prezzo a 10.000$ ci apre la strada verso un solo altro target: i 100.000$ (centomila dollari).

Sembrerà assurdo (l’anno scorso l’obiettivo dei 10.000$ sarebbe stato impossibile, le previsioni indicavano 2000$ per questo dicembre), eppure il traguardo sembra piuttosto chiaro:

La mia analisi mi porta a questa conclusione per il 2018: 1BTC = 100.000$, il dopo non posso ancora prevederlo e non ho gli elementi per farlo.

Fattori di crescita a 100.000$:

  • Adozione di massa grazie al rilascio della Lightning Network;
  • Denaro istituzionale (che ancora non si è visto);
  • Erogazione dei primi servizi associati alla Blockchain (anche Ethereum avrà modo di farsi notare);

Penso che siamo solo all’inizio e i prossimi mesi confermeranno o smentiranno questa previsione.

Questo articolo non incentiva nessuno a comprare o vendere crittovalute, quella è una valutazione che farete voi stessi (possibilmente dopo aver letto e studiato l’argomento).

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Bitcoin: analisi e previsioni 2018 ultima modifica: 2018-01-18T18:31:07+00:00 da Camillo
Camillo
Camillo Piscitelli è un ragazzo creativo specializzato in tecnologie di Internet, media e pubbliche relazioni. Nell'ultimo anno ha approfondito le neuroscienze, la PNL e la comunicazione.
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